Perchè…alla mente e al cuore dei giovani…

15 dicembre 2016 by FLDCadmin Filo del pensiero 0 comments

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Pur sembrando irrilevante, per rispondere a questa domanda è bene premettere che Lucia aveva un debole per l’arredamento e spesso, quando c’era qualcuno che l’aiutasse, cambiava la disposizione dei mobili, dei quadri e di altre cose. Così facendo le sembrava di abbellire l’ambiente: ciò non piaceva a suo marito Enrico, molto abitudinario, il quale, ogni volta che notava dei cambiamenti, si sentiva disorientato per non riuscire più a trovare i suoi oggetti personali, manifestando quindi il suo disappunto.
Ma è curioso sentire quale sviluppo ebbe, in un momento della sua vita, questo stimolo di Lucia a cambiare le cose.
Un giorno, a tavola, dove generalmente erano i genitori a condurre la conversazione, la figlia maggiore Pinetta, che già frequentava un corso di scuola superiore, forse per darsi un po’ di tono se ne uscì con la frase “Cogito ergo sum”, ch’ella aveva sentito a scuola, e cercò di dirci come meglio poteva quale ne fosse l’origine e il significato. Il padre se ne stette in silenzio divertito ad ascoltare, mentre mamma Lucia, che conosceva il latino più di noi studenti per quel tanto che aveva appreso da messali e inni di chiesa, dopo un breve intervallo commentò, con gran sorpresa di tutti, che forse era meglio che quel filosofo, di cui lei certamente mai prima aveva sentito parlare, avesse detto “Sum ergo cogito”, perché il “Sum” doveva esistere prima del “cogito”: aggiunse anche che per lei il “Sum” conteneva già il “Cogito”. Non l’avesse mai detto ! Perché suo marito, ch’era rimasto sempre in silenzio, improvvisamente si entusiasmò, si alzò da tavola, con un abbraccio si complimentò con lei e con un gran sorriso le disse: “Lucia, mi accorgo che la tua mania di spostare le cose non si limita soltanto agli arredi” E da quel giorno in poi, mai più si lamentò o si oppose a che lei spostasse tutto ciò che voleva.
Questa piccola storia, pur sembrando insignificante, contiene una sua potenza concettuale che non viene facilmente riconosciuta.
Lucia giustamente non si limitava a non approvare il “Cogito”, come teorizzato dal filosofo Cartesio. Ma aggiungeva che il “Sum”, o meglio l’ “Ego sum”, messo al posto giusto, come soggetto e non in qualità di predicato, conteneva già il “Cogito” e che quindi il predicato non aggiungeva alcunché al soggetto ed era lì per una inutile ripetizione.
In sostanza, Lucia diceva la grande verità che “Ego Sum” e’ l’affermazione analitica più carica di potenza che esista nell’universo. E così, quasi come spostare un quadro o un mobile, e senza conoscerne il profondo significato, Lucia sprigionava un abbagliante raggio di luce dalla sua mente.
Questa storia dice quanto sia opportuno legare il nome di Lucia alla mente e al cuore dei giovani. Perché è la mente, a cui fa eco il cuore, che sviluppa e raccoglie i valori umani che germogliano nei giovani. E’ la mente che fa di tutti noi, ed in particolare dei giovani, altrettanti “Ego Sum”, cioè esseri individualmente superiori a tutte le possibili potenze dell’ universo, nel senso specifico di capacità intellettuale, di volontà, di libertà, di sentimento, etc. E a questo proposito, saremmo certamente presi da indescrivibile sgomento se venissimo a conoscere che una delle innumerevoli galassie che lo affollano, o semplicemente il nostro sole, fossero riusciti ad ottenere la nostra stessa potenza, facendo risuonare con suono impensabile il loro “Ego Sum”.

La mente, dunque, è senz’altro il più bel dono che tutti riceviamo alla nascita, in qualsiasi posto del mondo essa avvenga.
Ed è per causa sua che siamo tutti fratelli, sia pure di colore, di cultura e di caratteri diversi. E’ la mente ben coltivata che ci offre l’opportunità di creare idee nuove per il progredire della nostra specie e ci mette nella posizione di essere sempre più forti nell’affrontare il futuro. La mente e’ una vera fabbrica di giudizi sani ed e’ con essi che si può affrontare la vita in posizione di vantaggio. Ed è pure con la mente che si determina il nostro comportamento, sia personale che sociale, quello che ci spinge a scegliere il bene piuttosto che il male. E’ un vero peccato che il dono della mente venga così spesso sciupato, o peggio fuorviato o prevaricato, particolarmente nei giovani.
Il filosofo francese Descartes e’ stato immortalato per il suo detto “Cogito ergo sum” e con esso ha ottenuto ciò che egli si prefiggeva. Ma quello stesso detto rovesciato, cioè “Sum ergo cogito” come suggerito da Lucia, fornirebbe un impulso più efficace alle generazioni d’ oggi e a quelle future, che si sentirebbero vere collaboratrici dell’ Assoluto nella creazione dell’avvenire. Perché solo se realmente “siamo” possiamo dire di “pensare”.

Ed il pensare e’ creare.

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