ACT HEALTHY

IL MUSICAL THEATRE CAMP DELLA UNIVERSITY OF MIAMI

21 maggio – 10 giugno

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Act Healthy: Il Musical Theatre Camp della University of Miami 2018

13-31 Maggio

Direttore: David Williams

Info: dwilliams@miami.edu

Dal 2015, David Williams, direttore del Dipartimento di Teatro Musicale dell’Università di Miami, organizza e dirige, presso la Fondazione Lucia De Conz, ACT HEALTHY – un programma estivo di recitazione, canto e danza, della durata di tre settimane.

Il programma si dirige a studenti di università americane che desiderano fare un’esperienza all’estero, continuando la loro formazione nell’ambito del Teatro Musicale.

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Dolomiti Summer Camp: Chamber Music Dolomiti 2018

4 - 24 luglio

Direttrice:Yen Yu

Info: http://www.chambermusicdolomiti.com/

Anche quest’anno la Fondazione Lucia De Conz ospita la sessione estiva della Chamber Music Dolomiti, dal 4 al 24 luglio 2018. Nel meraviglioso quadro alle pendici del Monte Pizzocco, offriamo un ambiente ideale per la collaborazione e la formazione degli aspiranti artisti. Desideriamo creare contatti fra musicisti di tutto il mondo perché suonino insieme e traggano ispirazione dalle montagne del Parco delle Dolomiti.

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Summer Camp Musicale –

27 luglio - 20 agosto

Direttori: Luigi Marzola, Dan Shen

Info:Dan Shen: +39 335 8048706
Luigi Marzola: +39 328 8149998
Email: associazionearione@fastwebnet.it
Facebook: Associazione Arione

Scarica il programma

Il “Summer Camp Musicale” viene riproposto dalla Associazione Arione sempre presso la sede della Fondazione Lucia de Conz, nella meravigliosa sede di San Gregorio nelle Alpi ai piedi del parco nazionale delle Dolomiti bellunesi. Arrivato alla sua nona edizione, nel corso degli anni ha visto la partecipazione di numerosi iscritti provenienti da Albania, Cina, Corea, Giappone, Hong Kong, Italia, Paraguay, Russia, Svizzera, Vietnam e Taiwan.

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International Tours of the Dolomites 2018

11 giugno - 24 giugno

27 agosto - 9 settembre

12 settembre - 20 settembre

Direttore:Rino Budel

Info: http://www.bellunesinelmondo.it

L’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM), nasce per svolgere la più ampia opera di sostegno morale, culturale e di inserimento professionale a favore dei Bellunesi emigranti ed ex emigranti, nonché di coloro che intendono emigrare. La Fondazione Lucia De Conz e L’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM) organizzano vari tour delle Dolomiti per gruppi provenienti dal Brasile.

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Perchè..Lucia De Conz

Perché Lucia e’ stata un ricco ed umile esempio di virtù.
Lucia non concepiva la vita come una conquista di soddisfazioni materiali: non pensava mai a se stessa ed era aliena da interessi economici. Si accontentava di poco ed era frugale. Purtroppo, il segreto di come sapersi sublimare anche nei momenti più difficili, Lucia se lo è portato con sé.
Una sua grande gioia le veniva dall’osservare la natura: rimaneva estasiata avanti al sorgere del sole e alla sua luce; amava accudire alle faccende domestiche che le permettessero di stare all’aperto, specialmente di mattina nelle giornate di primavera. E proprio in questa stagione le piaceva osservare l’esplodere della flora ed udire il canto della fauna dopo i lunghi inverni.
Un’altra gioia di Lucia era il dare agli altri, specialmente ai bisognosi, ai malati ed ai vecchi. Suo marito Enrico non sapeva capacitarsi come andassero a finire i fondi generosi che le passava per la conduzione famigliare e fu costretto a compilare una agendina intitolata “Date a Lucia Lire.....” per poter controllare
le uscite che non erano giustificate dal tenore di vita frugale di Lei e della famiglia. I figli, che portava con sé nelle sue battute assistenziali, sapevano dove quei soldi finivano e naturalmente tacevano. Erano quelli gli anni, abbastanza felici, precedenti la seconda guerra mondiale, quando la famiglia viveva a Verona.
Un’altra grande gioia di Lucia era lo stare con i bambini Il suo animo puro poteva scorgere nei gesti e specialmente negli occhi dei bambini la sublimità che non a tutti è concesso di capire.
Ma la vera immensa gioia di Lucia era la “gioia di Dio”. Non e’ semplice spiegare cosa sia stata in Lucia “la gioia di Dio”. In Lei, era un completo abbandono verso l’Assoluto con il quale sembrava essere in un contatto perenne che trascendeva la fede. Lucia, quel contatto l’avrebbe avuto ovunque, fosse pur nata e vissuta nel deserto di Gobi lontana da qualsiasi influenza culturale.
Di riflesso, chiunque ha conosciuto Lucia ha beneficiato di questa sua grande gioia.

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Il bello attorno a noi

Nel titolo di questa attività si è preferito evidenziare   “Il bello” piuttosto che  “le cose belle” attorno noi,  perchè effettivamente le cose possono  essere belle solo se si lasciano cogliere  tali  e quali con  la  partecipazione attiva della mente di coloro che le ammirano,  mentre il bello esiste assolutamente anche se nessuno è mai stato in grado di determinarlo.
Ci sono stati dei pensatori che si sono avvicinati all’idea del bello affermando ciò che a noi potrebbe sembrare paradossale e cioè che il bello ce lo portiamo in noi come idea pura ed universale,   e che lo proiettiamo,  più o meno efficacemente a seconda del nostro livello culturale ed educativo,   sia sulla natura che sui manufatti che osserviamo.
Il bello così proiettato ci viene riflesso  come intuizione pura e gioiosa solo in presenza e in misura di una capacità riflettente connaturata alla  natura che ci circonda  e,  nei  manufatti,  colta e imbrigliata dall’ abilità e dal genio dell’artista che li ha creati.  Cosicchè,  si puo dire che chi guarda un oggetto ci deve mettere qualcosa del suo per apprezzarlo  esteticamente.
Da quanto sopra,  si comprende pure che, essendo la nostra ragione universale perchè posseduta ugualmente da tutti noi,   anche il bello lo deve essere:   pertanto non si possono dare alla bellezza attributi soggettivi e contrastanti come si indica con il detto “De gustibus non disputandum” che equivale al  detto  “E’ bello ciò che piace”.  Questa frase può adattarsi   solo a sensazioni empiriche che, come tali, possono essere gradevoli ad alcuni e non ad altri: però non può adattarsi alla intuizione del bello che è  proprietà  pura uguale in tutti noi.  D’altra parte, se il bello è universale, la sua distribuzione sul nostro pianeta non è uniforme,   e qui  in Italia e nel Veneto, in particolare,  il destino  ci ha privilegiati  con  una natura  meravigliosa e  con una ineguagliabile e copiosa quantità di opere d’arte.
Gli itinerari sotto indicati vengono di volta in volta organizzati dalla Fondazione con un pulmino ed un accompagnatore.  Essi possono aver la durata massima di  due o tre giorni durante i quali ciascun visitatore paga quanto personalmente spende.
La Fondazione è provvista di  ambienti capaci, nelle salette “Stalla” per lo studio e “Fienile”  per le conferenze,  dove i visitatori ,  in seguito alle visite, possono approfondire, studiare  e criticare  “il bello” nelle cose viste

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La gioia della musica

Anche la musica, alla pari delle altre arti, si avvale della sensibilità empirica, che in questo caso è data dalla facoltà uditiva, per offrire all’uomo gaudio e gioia. Il percorso che si ha per cogliere il bello della musica è simile a quello indicato per le arti figurative nell’attività “Il bello attorno a noi”, ma non è uguale. Quello è semplice ed unico perchè consiste in un processo intuitivo immediato e puntuale: infatti non c’è bisogno di riflettere per apprezzare un bel quadro perchè il bello ci possiede all’istante. Nella musica il processo è più complesso e vario perchè dipende non solo dal genere e qualità di musica che si sta ascoltando, ma principalmente dall’attenzione e dal livello d’esperienza dell’ascoltatore.
Infatti, se nella musica rock e canzoni d’oggi l’ ascoltatore ottiene il gaudio che gli spetta dalla semplice sensazione del suono più o meno melodioso, armonioso e ritmico con possibile accenno al semtimento, nell’ascolto della musica classica, particolarmente quella pura senza parole, chi ascolta deve esercitare una attenzione che lo impegni e che coinvolga non solo il sentimento, ma tutte le facoltà conoscitive della sua ragione. Pertanto i due generi sono diversi, quasi a dire che se la prima è musica la seconda non lo è, e viceversa; ed è qui che entra in gioco il problema del cosa significa “capire “ la musica. Esso può essere espresso come segue. Innanzitutto , c’ entra la qualità della musica che si ascolta: essa non può essere una accozzaglia di suoni perchè già a livello di sensazione sarebbe rigettata per essere stridente ed inaccettabile anche come semplice piacere sensitivo. Si da quindi per posto che essa sia l’opera di un genio che è riuscito a cogliere una sua visione pura da una “dimensione” di ideale ed infinita perfezione, per ”portarla giù” nel mondo sensibile e “tradurla” nella realtà empirica di un insieme di suoni alla portata degli ascoltatori. Non basta, perchè secondariamente è fondamentale che l’ascoltatore, mettendo del suo , compi “a ritroso” quel tragitto mentale a quella “dimensione” di partenza aperta dal compositore per poter cosi creare una sua visione, sia pur ed anzi diversa da quella del compositore, e goderne una sua personale sublime gioia.

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